di Roberto | 30.12.11
Vi allego una riflessione di un mio amico professore universitario. Cosa ne pensate?
Ciao a tutti
Roberto
"Il modo in cui le PMI chiedono fare Trasferimento Tecnologico in Italia mi ricorda spesso l'atteggiamento di un bambino davanti ad un albero di mele: per lui è facile prendere i frutti dai rami più bassi e venderli al mercato. Gli sembra un ottimo affare, ma presto i frutti finiscono e lui non riesce a raggiungere quelli più alti.
Il bambino però non sa che per avere quei frutti un contadino ha seminato, coltivato e curato la pianta per molti anni e che deve continuare a farlo anche per tutti gli anni a venire …
Purtroppo anche la creazione del sapere necessita, come la pianta, di tempi lunghi per svilupparsi. A nessuno di noi verrebbe in mente di smettere di dare da bere alla pianta perché non fa i frutti tutti i giorni oppure quando serve a noi … però molti dicono che non vogliono finanziare la ricerca perché non produce risultati con i tempi del mercato!
Il contadino e il mercato sono ai due estremi, ma ciascuno ha bisogno dell'altro: forse vale la pena (per una volta) di provare a sviluppare un modello per lavorare assieme che preveda un "filtro" tra Università e PMI che gestisca le esigenze sia del mercato che del contadino. Il modello del Fraunhofer o di altre realtà di TT tedesche forse è irraggiungibile per la nostra cultura, ma è comunque qualcosa a cui vale la pena di tendere."
Ciao a tutti
Roberto
"Il modo in cui le PMI chiedono fare Trasferimento Tecnologico in Italia mi ricorda spesso l'atteggiamento di un bambino davanti ad un albero di mele: per lui è facile prendere i frutti dai rami più bassi e venderli al mercato. Gli sembra un ottimo affare, ma presto i frutti finiscono e lui non riesce a raggiungere quelli più alti.
Il bambino però non sa che per avere quei frutti un contadino ha seminato, coltivato e curato la pianta per molti anni e che deve continuare a farlo anche per tutti gli anni a venire …
Purtroppo anche la creazione del sapere necessita, come la pianta, di tempi lunghi per svilupparsi. A nessuno di noi verrebbe in mente di smettere di dare da bere alla pianta perché non fa i frutti tutti i giorni oppure quando serve a noi … però molti dicono che non vogliono finanziare la ricerca perché non produce risultati con i tempi del mercato!
Il contadino e il mercato sono ai due estremi, ma ciascuno ha bisogno dell'altro: forse vale la pena (per una volta) di provare a sviluppare un modello per lavorare assieme che preveda un "filtro" tra Università e PMI che gestisca le esigenze sia del mercato che del contadino. Il modello del Fraunhofer o di altre realtà di TT tedesche forse è irraggiungibile per la nostra cultura, ma è comunque qualcosa a cui vale la pena di tendere."







31 dicembre 2011 alle 4:43 pm
Andrea ha detto:
Caro Roberto,
oltre al modello Fraunhofer terrei presente il modello Technion di Haifa,IL http://www.technion.ac.il .
L’ILO del Technion è gestito da due manager:
- uno esperto di gestione IP e conoscitore del mondo universitario (più o meno come da noi);
- uno ex direttore Sales&Marketing di un’impresa privata che ha il solo obiettivo di “vendere” l’IP.
Questo secondo ruolo nei nostri ILO è ancora pressochè sconosciuto.
Credo sia un importante anello mancante; gli sforzi per costruire agenti/broker esterni all’Università sono molto meno efficaci senza un chiaro approccio degli ILO alla “promozione e vendita” dei loro frutti. Un agente esterno fa molta fatica a penetrare l’articolato mondo universitario senza un interlocutore con adeguati obiettivi.
3 gennaio 2012 alle 8:33 pm
Carlo ha detto:
Sulla base di quanto succede nel mercato delle derrate alimentari, si potrebbe continuare con l’esempio, facendo notare che il mero sfruttamento di quanto coltivato da altri ha portato allo sfruttamento e alla svendita dei prodotti, lasciandoli addirittura marcire sull’albero.
Andiamo ad analizzare la motivazione che spinge gli italiani a trovare lavoro all’estero: ottenere un posto di lavoro e delle opportunità premianti sia in termini economici sia in termini di habitat su cui svilupparsi ed evolvere.
Quello che manca in Italia è proprio questo: coltivare e premiare le potenzialità.
Non c’entra nulla il marketing e la vendita, ma il creare le condizioni per rendere il mercato premiante per chi sa creare e non per chi sa vendere … che spesso sa vendere solo sé stesso.
Deve essere considerato un filibustiere chi sfrutta le competenze e le abilità altrui offrendogli solo stage mal retribuiti o peggio, mantenendoli sotto il ricatto della chimera dell’assunzione a tempo indeterminato.
La “furbizia” è diventato un valore e non un disvalore.
Forse ci sarebbe bisogno di una rivoluzione del pensiero …