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	<title>Fior di Risorse Network - Persone al Centro&#187; Interviste</title>
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	<description>Persone al Centro</description>
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		<title>Ricerca e Selezione: attenzione ai processi, perché i costi “occulti” sono dietro l’angolo!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/ggiagnoni/" rel="nofollow">GIANMARIO GIAGNONI</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Accogliamo da Gianmario Giagnoni, nuova Persone di FdR appena inseritasi in Community e già brillantemente operativo: le interviste di Exellere-in people search: aprile 2012 Questo mese, abbiamo chiesto a Mattia Italo, Direttore Risorse Umane in realtà multinazionali del Farma e del Medicale, che cosa ne pensa dei costi della ricerca &#38; selezione e soprattutto se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><em><span class="post_testo">Accogliamo da Gianmario Giagnoni, nuova Persone di FdR appena inseritasi in Community e già brillantemente operativo:</span></em></p>
<p>le interviste di <strong>Exe</strong><em>llere</em>-in people search: aprile 2012</p>
<p>Questo mese, abbiamo chiesto a <strong>Mattia Italo</strong>, Direttore Risorse Umane in realtà multinazionali del Farma e del Medicale, che cosa ne pensa dei costi della ricerca &amp; selezione e soprattutto se la loro<br />
quantificazione – preventiva e consuntiva – sia una prassi consolidata nella media<br />
delle aziende italiane. Ha esordito così:</p>
<p><strong>M.I.</strong> “<em>Sono cresciuto con mia nonna: classe 1917, era una donna semplice, concreta, senza laurea o MBA che mi ha insegnato uno dei concetti base del lavoro (anche se lei probabilmente voleva solo giustificare il bilancio di casa&#8230;) e più precisamente uno dei suoi processi cardine, quello della ricerca e selezione del personale: <strong>chi più spende meno spende!</strong>”</em>.</p>
<p><strong>E</strong><strong>xe<em>llere</em></strong>: ..è sufficiente avere attenzione all’entità della spesa o c’è altro?</p>
<p><strong>M.I.: </strong>“ <em>Per quanto mi riguarda, non si tratta solo di risorse economiche – se e quanto allocare per una ricerca – ma anche di tempo, impegno, energia di tutti gli attori in gioco e di tutto ciò che si spreca quando la ricerca è fatta male o chiusa peggio, in altre parole i suoi <strong>costi occulti</strong>: a dire il vero, più che occulti sono molto spesso ben visibili, ma non voluti vedere</em>”.</p>
<p><strong>E</strong><strong>xe<em>llere</em></strong>: ……ad esempio?</p>
<p><strong>M.I.:</strong> “<em>Iniziando con ordine, noi colleghi delle risorse umane quante volte, all’avviamento di una ricerca, ci siamo sentiti dire ”il prima possibile”, “è assolutamente prioritario”: poi, quando è giunto il tempo di presentare i candidati a chi ne ha fatto la richiesta, l’interessato non si fa trovare o è via, o è in riunione o manda un suo subalterno. Indicatore, questo, di un&#8217;altra croce per noi HR:<br />
“…. la selezione, così come quasi tutte le attività HR, la sanno fare tutti”, ma di questo parlerò magari un&#8217;altra volta.  </em><em>Quante volte mi sono sentito dire “Ho bisogno di Tizio o di Caio il prima possibile”, sottovalutando o meglio non valutando per nulla i costi di una ricerca e di una selezione fatta con eccessiva fretta, o fatta da chi non ne ha le competenze, l&#8217;esperienza. Perché spesso non si fa mente locale su quanto costa una selezione mal fatta, magari per non aspettare una nuova short list con un ritardo di 3/4 settimane</em>”.</p>
<p><strong>E</strong><strong>xe<em>l</em></strong><em>le<strong>re</strong></em>: ..ci aiuta in concreto ad assegnare i nomi a questi costi?</p>
<p><strong>M.I.:</strong> “<em>Facciamo l&#8217;esempio di un Product Manager con una RAL di 48K, un costo azienda di circa 65K, un periodo di prova di 6 mesi, assunto secondo le modalità che ho raccontato. Dopo sette mesi il direttore marketing ci informa che la persona assunta non va bene, e questa scoperta molto spesso avviene dopo la fine del periodo di prova (sì, perché diciamocelo, anche il periodo di prova il più<br />
delle volte viene utilizzato male, è pericolosamente sottovalutato, nonostante i format di “noi del personale”, compilati spesso in una logica di profezia che si auto avvera): la cosa certa è che dobbiamo chiudere il rapporto di lavoro. </em><em>Così, da una parte ci sono i costi della transazione (a dire il vero le grane si possono avere anche quando s’interrompe il contratto durante il periodo di prova), i costi delle ore utilizzate dal consulente del lavoro o dall’avvocato dell’azienda, i costi della mancata produzione o della cattiva qualità della produzione; dall&#8217;altra, la posizione per cui abbiamo già speso e stiamo spendendo, rimane occupata così come sono stabiliti i costi a essa riferiti per cui non c’è spazio (né ratio) per avere due persone sulla stessa posizione, una che non funziona e una che va bene. Cosa si dice di solito?: “quando andrà via la persona, in un modo o nell’altro, ci adopereremo per trovare il sostituto”. </em><em>E ancora si aggiungono i costi della struttura HR impegnata in questa pratica e quelli meno facilmente quantificabili legati ai risvolti che la vicenda produce sul clima e sulla<br />
produttività del gruppo”</em>.</p>
<p><strong>E</strong><strong>xe<em>llere</em></strong>: .. e quindi in concreto di che ammontare si tratta?</p>
<p><strong>M.I.:</strong> “<em>Ipotizziamo ottimisticamente di riuscire a chiudere il rapporto dopo tre mesi dalla<br />
comunicazione del collega del marketing (con un accordo di sei mensilità costo azienda) e di trovare il sostituto in due mesi. Il bilancio finale dirà circa 32K per la risoluzione del rapporto, 10K per i professionisti coinvolti, 16K di costi associati alla deperformance realizzata nei 10 mesi di operatività –<br />
vogliamo dire il 30% del suo costo aziendale? –, 11K di costi per la copertura della posizione durante i due mesi di “vacancy” e infine 10K di costi per la nuova ricerca stimata secondo i valori di mercato: si sono <strong>“bruciati” quasi 80K</strong> per non avere aspettato quelle 3/4 settimane in più!</em>”. “ <em>Sono stime è pur vero, ma di queste cifre stiamo parlando!</em>”</p>
<p><strong>E</strong><strong>xe<em>llere</em></strong>: ..un suo suggerimento, in chiusura?</p>
<p><strong>M.I.: </strong>“<strong><em>Investire di più all’inizio</em></strong><em>, affidando la ricerca a persone competenti ed esperte, coinvolgendo tutti decisori in ogni fase, dedicando il giusto tempo e l’energia necessaria, così come l’attenzione e l’impegno: tutto questo permette all&#8217;organizzazione di risparmiare, a valle della conclusione del<br />
processo, quelle risorse che invece dovrebbe impiegare in seguito a un processo mal gestito e chiuso frettolosamente</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</span></p>
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		<title>Innovazione e imprenditoria femminile: “Un giga al secondo, secondo me”</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 17:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/Giovanny/" rel="nofollow">Giovanni Lucarelli</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria femminile]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[premiazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le imprenditrici giovani in Italia, oggi, non sono molte e quelle dinamiche ed innovative sono ancora meno. Ecco perché abbiamo scelto di raccontare la storia di un progetto che Rossella Fava, giovane imprenditrice e membro della Community di Fior di Risorse, ha presentato al concorso “UN GIGA AL SECONDO, SECONDO ME”, indetto da Lepida S.p.A., [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">Le imprenditrici giovani in Italia, oggi, non sono molte e quelle dinamiche ed innovative sono ancora meno. Ecco perché abbiamo scelto di raccontare la storia di un progetto che Rossella Fava, giovane imprenditrice e membro della Community di Fior di Risorse, ha presentato al concorso “UN GIGA AL SECONDO, SECONDO ME”, indetto da Lepida S.p.A., società di progettazione e realizzazione di reti a banda larga. </span></p>
<p>Incontriamo Rossella nella sua libreria Fairbook, in via Saffi a Bologna. Ci accoglie, sorridente, in un ambiente luminoso, colorato e confortevole.</p>
<p>- Rossella, com’è nata l’idea di questo progetto?<br />
Prima di spiegare il mio progetto, devo fare una premessa: il lavoro, il buon lavoro, è uno dei temi che mi stanno più a cuore. Ai giovani in cerca di lavoro, oggi, è richiesta un’esperienza professionalizzante e uno dei principali modi per ottenerla è effettuare uno stage o un tirocinio. E’ proprio questo, vedi, il passaggio che vorrei rendere più facile e agevole per i candidati, per le imprese e per le organizzazioni.</p>
<p>L&#8217;idea che mi è venuta in mente è di realizzare un portale web dedicato esclusivamente all&#8217;offerta formativa di stage. Un portale che diventi un punto di riferimento, ad esempio per la Regione Emilia-Romagna, per l&#8217;incontro tra i giovani in cerca di prima occupazione (e/o adulti con necessità di ricollocamento professionale) e le aziende che vogliono offrire inserimenti come tirocinanti.</p>
<p>- Interessante. In che modo hai pensato di concretizzarla?<br />
Ho immaginato un “Portale Videostage”, capace di soddisfare tre esigenze: migliorare la trasparenza e la reperibilità delle offerte di stage e tirocini, ampliare la visibilità dei giovani in cerca di prima occupazione, agevolare l’incontro tra domanda e offerta.</p>
<p>Allo stato attuale, infatti, un&#8217;azienda che intende offrire stage autentici (che non siano, cioè, solo lavoro nero, senza contenuti formativi reali) deve rivolgersi agli uffici competenti della Regione, che dovrebbero promuoverli e incentivarne l&#8217;attivazione. La comunicazione che riguarda l&#8217;offerta di stage, però, è poco accessibile ai candidati che, non disponendo di un ente referente unico, sono costretti ad esplorare autonomamente l’offerta nel territorio, rivolgendosi direttamente alle aziende. Questo comporta il rischio di essere poco tutelati sulla correttezza e sull’utilità dello svolgimento del tirocinio.</p>
<p>- In pratica, come dovrebbe funzionare questo portale?<br />
Il Portale Videostage ospiterà i CV dei candidati, raccolti per area di competenza e corredati, il che rappresenta l’innovazione più forte, per l’impatto comunicativo, da una breve presentazione video, realizzata dai candidati stessi secondo le specifiche indicate. Sarà possibile classificare e ricercare i CV video utilizzando meccanismi di profilazione anche più elaborati (es. applicazione di tag), così da valorizzare i punti di forza del candidato e agevolare la ricerca dell’azienda proponente (ad esempio si potrà cercare un candidato a un front-office URP con conoscenze informatiche di base e che conosca il francese o il linguaggio dei segni). Inoltre l&#8217;infrastruttura renderà possibile effettuare brevi colloqui di prima conoscenza in videoconferenza, per migliorare le opportunità di incontro, minimizzando costi e tempi di spostamento.</p>
<p>- Mi sembra un ottimo progetto in grado di assicurare dei vantaggi per tutti …<br />
Certo: le aziende accederanno al servizio, tramite autenticazione sicura, a titolo gratuito fino al primo inserimento, e poi dietro pagamento di un “canone” annuale, che consente, al gestore del servizio, di coprire i costi.</p>
<p>I candidati selezionati, una volta svolto lo stage, figureranno nel sito in una graduatoria di merito in base alle valutazioni dei loro responsabili durante il periodo di stage (ovviamente in categorie omogenee di prestazione professionale). Ottengono, così, un vantaggio di visibilità e affidabilità nella ricerca, dopo lo stage, di un vero posto di lavoro.</p>
<p>Il tirocinante, inoltre, avrà la possibilità di esprimere, al termine dello stage, un giudizio sulle attività svolte, esprimendo un punteggio oppure commento in un&#8217;apposita bacheca. Le aziende, in questo modo, si sentiranno stimolate ad elevare la qualità dei propri tirocini per rendersi più appetibili sul mercato e migliorare la propria immagine. Si innesca, così, un circolo virtuoso, che innalzerà il livello complessivo dell’offerta formativa da una parte e delle prestazioni del tirocinante dall’altra, con evidenti vantaggi per il sistema produttivo ed economico del territorio.</p>
<p>- Come è stata valutata la tua proposta?<br />
Il concorso prevedeva la possibilità, per gli utenti registrati sul sito&nbsp;<a href="http://concorso.lepida.it" title="http://concorso.lepida.it" target="_blank">http://concorso.lepida.it</a>, di votare per il progetto ritenuto più interessante. Dopo questo primo turno, le prime 20 idee più apprezzate sono state sottoposte alla giuria tecnica, che ne ha valutato la fattibilità e l’ammissibilità alla fase finale. E’ stato attivato, poi, un secondo turno di votazioni online per selezionare le vincitrici finali. Portale Videostage ha ottenuto ben 316 voti e si è classificato secondo assoluto.</p>
<p>Il 26 settembre, nell’ambito dell’evento “Next Generation Network: modelli territori, attori”, ho ricevuto il relativo premio dalle mani dell’assessore alle attività produttive della regione Emilia-Romagna, Alfredo Peri, con l’onore delle personali congratulazioni di Roberto Vancini, Direttore Generale di Acantho, già azienda “amica” di Fiordirisorse.</p>
<p>- Che cosa hai imparato da questa esperienza e cosa suggeriresti ad altri giovani imprenditori?<br />
Ti rispondo declinando la domanda al femminile, se non ti dispiace. Quando ho deciso di partecipare al concorso, da un lato mi faceva sorridere il fatto di essere l’unica donna a partecipare, dall’altro ero piuttosto scettica su una reale possibilità che il mio progetto avesse visibilità: gli altri concorrenti erano tutti ingegneri e i loro progetti erano molto ben circostanziati dal punto di vista tecnico, mentre io avevo ideato il mio senza avere una competenza specifica in quel settore, visto che mi occupo di libri e di organizzazione, più che di cablatura e banda larga. Invece la giuria ha premiato Portale Videostage per l’innovatività dell’idea di usare i video per presentarsi e ha dato peso all’impatto sociale positivo del progetto. E corre voce che ci siano dei finanziatori già interessati al progetto … certamente non speravo tanto! Perciò alle colleghe giovani imprenditrici dico: credete in quello che sapete fare e troverete chi vi aiuterà a realizzare i vostri progetti.</p>
<p>- Bene Rossella, grazie per la tua disponibilità e … ancora complimenti!</p>
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		<title>Testimonianze per Italiani di Frontiera</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 20:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu" rel="nofollow">admin</a></dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=kw773eSmoZc Roberto Bonzio di Italiani di Frontiera, in occasione del Festival INternazionale di Giornalismo tenutosi a Perugia, intervista amici ed esperti del web, in merito al progetto di IdF. Fra questi, scopriamo immeritatamente l&#8217;intervento di Osvaldo Danzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><code>http://www.youtube.com/watch?v=kw773eSmoZc</code></span>
<p>Roberto Bonzio di Italiani di Frontiera, in occasione del Festival INternazionale di Giornalismo tenutosi a Perugia, intervista amici ed esperti del web, in merito al progetto di IdF.</p>
<p>Fra questi, scopriamo immeritatamente l&#8217;intervento di Osvaldo Danzi</p>
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		<title>Sara Roversi: Un desiderio diventato commestibile</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 08:15:10 +0000</pubDate>
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<p>Intervista a Sara Roversi, imprenditrice, titolare della catena SoSushi, racconta il suo progetto. Una passione realizzata.</p>
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		<title>Paolo Cevoli imprenditore e il CRM</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 17:15:35 +0000</pubDate>
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<p>Un altro videodimpresa in collaborazione con FiordiRisorse</p>
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		<title>Il CRM visto da Paolo Cevoli</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 15:37:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[http://www.videodimpresa.com/video.php?video_id=47 Un altro Videodimpresa in collaborazione con FdR]]></description>
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<p>Un altro Videodimpresa in collaborazione con FdR</p>
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		<title>La passione per la conoscenza, per il lavoro e per gli altri può essere realizzata ovunque e senza confini</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 17:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Ferrazzin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi voglio affrontare un tema particolare: il lavoro all&#8217;estero. Io sono convinto che lavorare in un ambiente internazionale ed avere la possibilità di andare per qualche periodo al&#8217;estero sia molto formativo per chi si cimenta. Durante il mio dottorato di ricerca, ad esempio, oltre ad aver lavorato ad un progetto Europeo con conseguente contatto con partner [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">Oggi voglio affrontare un tema particolare: il lavoro all&#8217;estero. Io sono convinto che lavorare in un ambiente internazionale ed avere la possibilità di andare per qualche periodo al&#8217;estero sia molto formativo per chi si cimenta. Durante il mio dottorato di ricerca, ad esempio, oltre ad aver lavorato ad un progetto Europeo con conseguente contatto con partner internazionali, ho avuto modo di passare tre mesi in Giappone come &#8220;visiting student&#8221; presso un laboratorio dell&#8217;università di Tokyo Hongo (nei paraggi del quartiere di Ueno). L&#8217;esperienza mi è rimasta impressa nel cuore e nella testa: oltre a mescolare le culture e scoprire cose da noi normali e da loro offensive e viceversa (ad esempio è maleducazione in Giappone soffiarsi il naso quando hai il raffreddore e quindi passano tutto il tempo a tirare su con il naso, l&#8217;opposto che da noi), a vedere l&#8217;ambiente universitario di un altro paese, di girare diversi laboratori sparsi tra Osaka, Nagoya, Tokyo e Sendai ho vissuto anche alcune esperienze di vita normale come un Capodanno. Il tutto pero&#8217; con un ottica di rientro a casa dopo comunque un tempo certo.<span class="post_testo">Anche oggi penso che andrei all&#8217;estero anche se per periodi di tempo limitati: la famiglia in fondo è ben radicata a Pisa e come potrei spostarla del tutto? E&#8217; quindi con molta curiosità che ho seguito una vicenda che ha coinvolto un mio collega: un giorno ho saputo che andava all&#8217;estero ma senza la prospettiva di rientrare in Italia. Da un certo punto di vista la cosa mi ha sconvolto: un conto è un giovane scapestrato di dottorando (come ero io) che va via per un po&#8217;, un altro è un professionista ormai con esperienza che decide di prendere armi, bagagli e famiglia e lasciare le radici delle sue origini e andare all&#8217;estero. Dall&#8217;altra parte ho pero&#8217; visto con interesse la possibilità perchè comunque permette (secondo me) di seguire le sue aspirazioni professionali meglio che se fosse rimasto in patria. Un delicato e difficile equilibrio di vita privata ed aspirazioni. Quindi, dopo qualche settimana che è andato via, giusto per dargli il tempo di ambientarsi, gli ho fatto una sorta di imboscata informatica mandandogli delle domande sull&#8217;argomento alle quali lui ha risposto. Di fronte a grandi problemi ognino deve prendere il coraggio delle sue scelte, penso che il mio collega ha scelto bene e sarei curioso di sapere da voi che leggete cosa pensate ad una situazione del genere. A freddo siamo tutti buoni&#8230;..</p>
<p>D.: penso che una cosa sia partire appena laureato per l&#8217;estero, un&#8217;altra sia andarci dopo alcuni anni di esperienza e con delle vicissitudini di vita privata ormai instradate (famiglia, amici, hobby). Tu come la vedi?</p>
<p>R.: Ci vuole una buona dose di incoscienza. Quando ormai ti trovi nella tua area di comfort, conosci i tuoi colleghi, hai una famiglia in cui la moglie lavora e la figlia di due anni si e&#8217; affezionata agli amichetti dell&#8217;asilo, quando sembra che non ti manchi nulla, ecco che scatta il desiderio di cambiare. Come ha detto tante volte mia moglie, &#8220;mi manca la terra sotto ai piedi&#8221;, purtroppo questa è la mia natura, la mia indole, sperando di fare il bene della mia famiglia ho seguito l&#8217;istinto ed il fascino delle sfide un po&#8217; complicate.</p>
<p>D.: comunque un giorno, al lavoro, Ti propongono di andare a lavorare all&#8217;estero. Cosa hai provato?</p>
<p>R.: Smarrimento e paura, mi son detto: &#8221; sì vado in Svizzera e che cosa gli racconto?&#8221; poi ha fatto nuovamente capolino la parte razionale del mio mononeurone ed ho cominciato a valutare il ventaglio di possibilità che si sarebbero potute aprire, soprattutto per mia figlia Caterina, come imparare fin da piccola un&#8217;altra lingua.</p>
<p>D.: E poi la sera, a casa dai Tuoi cari?</p>
<p>R.: Grazie a Dio ho una moglie che ha ricevuto in dono l&#8217;intelligenza che manca a me e riesce a farmene assaporare un po&#8217;. Lei ha colto al volo il mio desiderio malcelato di provare a fare quest&#8217;esperienza. Se oggi tutti e tre siamo a Losanna credo che il merito sia di mia moglie, senza il suo sacrificio di lasciare il lavoro per seguirmi in questa avventura e senza la sua determinazione non credo avrei fatto il grande passo ed avrei convissuto con la mia ansia di uomo senza &#8220;terra sotto ai piedi&#8221;.</p>
<p>D.: Ed il giorno dopo, parlandone con i parenti stretti, come è andata?</p>
<p>R.: una tragedia, i miei genitori l&#8217;hanno presa come un tradimento e come un fallimento nell&#8217;educazione dell&#8217;unico figlio che hanno. Adesso, con molta difficoltà, hanno percepito che in fondo in questa scelta c&#8217;è anche del buono, ma proprio in fondo in fondo&#8230;</p>
<p>D.: Decidere di andare all&#8217;estero: scelta guidata piu&#8217; dalle opportunità (coraggio di farsi una sorta di nuova vita) o dalle paure (rompere i legami)?</p>
<p>R.: Come già detto, da una sana incoscienza e dall&#8217;amore per la famiglia. La prima volta che sono venuto a Losanna è stato nel 2003 ed il mio primo pensiero è stato:&#8221; questo è proprio un bel posto dove far crescere un figlio&#8221; ed il secondo è stato &#8220;però viverci da solo dovrebbe essere uno strazio, troppo tranquilla&#8221;.</p>
<p>D.: Come Ti senti, ora che sei all&#8217;estero da qualche mese, da italiano scaraventato altrove?</p>
<p>R.: Sono appena tornato da Londra dopo una toccata e fuga in giornata e quando penso che qualche anno fa non mi sarei mai spostato dalle Marche,sono anche sicuro che mi sarei perso tante cose e tante persone che ho incontrato nel mio lungo pellegrinare e che mi hanno insegnato tanto. Mi piace la solidarietà e la cordiale ospitalità che ricevo dai connazionali, uno stile di vita sano che mi ricorda tanto i profumi e le atmosfere della mia infanzia, tanti anni fa, quando si potwva giocare per strada, potevi lasciare le chiavi nell&#8217;auto che tanto la ritrovavi al solito posto. A volte mi sento un po&#8217; cane randagio a zonzo per la città che non conosco, però i cani randagi mi hanno fatto sempre un gran simpatia, felici per la loro libertà di muoversi, conoscere, annusare liberi dal guinzaglio, con tanti momenti di affetto ma senza la figura onnipresente e rassicurante del padrone.</p>
<p>D.: La sorpresa piu&#8217; bella che hai trovato nella tua nuova realtà?</p>
<p>R.: L&#8217;educazione delle persone, ti salutano anche se non ti conoscono e l&#8217;attenzione per i bambini. In tutti i parchi ci sono tantissimi giochi per loro e l&#8217;accoglienza che ricevono quando li porti al ristorante. Un Paese che coccola i bambini mette delle solide basi per il futuro.</p>
<p>D.: E la cosa che ti è piaciuta meno?</p>
<p>R.: La burocrazia e un po&#8217; di rigidità mentale degli svizzeri, dopo 40 anni vissuti da italiano non ci si può improvvisare svizzeri in 2 mesi&#8230;</p>
<p>D.: Cosa ti senti di dire ai giovani italiani che cercano con difficoltà un lavoro in patria riguardo l&#8217;andare all&#8217;estero?</p>
<p>R.: I ragazzi debbono seguire i loro sogni e poi quando si inizia a viaggiare ci si rende conto che si diventa meno nazionalisti e più &#8220;terrestri&#8221;, la passione per la conoscenza, per il lavoro e per gli altri può essere realizzata ovunque e senza confini.</p>
<p>D.: Ultima domanda: c&#8217;e&#8217; un oggetto che Ti sei portato dall&#8217;Italia e che non avresti rinunciato per nulla al mondo? Perchè?</p>
<p>R.: Il mio maggiolino, ero sul punto di venderlo, poi ho deciso di metterlo alla prova sulle salite che portano al traforo del San Bernardo. Nonostante il piccolo motore da 75 cavalli e la massa di 14 quintali aggrediva le salite con lo spunto di una fuoriserie- Questa macchina mi assomiglia mi sono detto, con questa grinta si merita di carburare un po&#8217; di aria fresca della Svizzera.</p>
<p></span></span></p>
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		<title>Prima di pensare di comprare una cosa devi essere disposto a perderla</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2011/04/03/prima-di-pensare-di-comprare-una-cosa-devi-essere-disposto-a-perderla/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 12:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego Ferrazzin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Trattative]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve a tutti, oggi ho preso spunto da quella che forse è una mia debolezza per parlarvi di un argomento che reputo comunque interessante. La debolezza a cui mi riferisco è la mia scarsa indole nel portare avanti delle discussioni sul prezzo di un oggetto. L&#8217;arte del contrattare (vedere qui ad esempio) ovvero la negoziazione (da Wikipedia) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">Salve a tutti, oggi ho preso spunto da quella che forse è una mia debolezza per parlarvi di un argomento che reputo comunque interessante. La debolezza a cui mi riferisco è la mia scarsa indole nel portare avanti delle discussioni sul prezzo di un oggetto. L&#8217;arte del contrattare (vedere<span class="Apple-converted-space"> </span><a style="color: #5588aa; text-decoration: none;" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=564.32">qui</a><span class="Apple-converted-space"> </span>ad esempio) ovvero la negoziazione (da<span class="Apple-converted-space"> </span><a style="color: #5588aa; text-decoration: none;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Negoziazione">Wikipedia</a>) può essere vista come avere un&#8217;interazione con un altro soggetto al fine di conseguire i reciproci obiettivi. Detta cosi&#8217; sembra semplice ma devo ammettere che l&#8217;idea di mettermi a discutere su un prezzo o su una prestazione per modificarlo non mi lascia del tutto a mio agio. Io sarei per: questo è il prezzo, queste sono le condizioni, prendere o lasciare. Escluso alcuni beni (ad esempio la benzina, o la faccio in un distributore o lo cambio), è necessario prepararsi ad una sana trattativa per raggiungere ad un accordo (acquistare una macchina ad esempio).</p>
<p>Per fortuna che in casa c&#8217;e&#8217; mia moglie, lei è senz&#8217;altro piu&#8217; portata in questo genere di attività, tanto è vero che quando siamo andati in Egitto in vacanza (in due occasioni distinte) per ogni trattativa alle bancarelle, nei negozi, era lei che tirava la discussione per arrivare in fondo. Forse la prima volta se l&#8217;erano ricordata fin troppo bene se è vero che la seconda volta mi offrivano molti meno cammelli per un baratto.<br />
Per chi non c&#8217;è stato, esiste l&#8217;usanza dei locali (ma su questo avrei qualche dubbio che fossero locali o semplicemente lavoratori stagionali provenienti da ogni angolo dell&#8217;Egitto e poi non so quanto sia una trovata turistica) di provare a barattare le mogli (dei turisti) con cammelli.<br />
Non ho idea di cosa farci poi con (per dire) 100 cammelli da riportare in patria, meglio tenersi la moglie!</p>
<p>E&#8217; anche vero che laddove uno si sente debole deve avere il coraggio di proporsi per migliorarsi. E&#8217; per questo che, parlando del più e del meno davanti alla macchinetta del caffè, ho scoperto che un mio collega sta cercando di realizzare la casa dei suoi sogni partendo dal terreno e quindi ha in corso diverse trattative (terreno, muratori, elettricisti, architetti, geometri, mobilieri, &#8230;) per potere arrivare al coronamento del suo sogno. Sentendo i suoi discorsi, oltre alla genuina ammirazione per quello che stava facendo, notavo che su tali trattative riusciva a porsi degli obiettivi sfidanti (per ottenere un buon prezzo) e riusciva a raggiungere un risultato per lui soddisfacente. E&#8217; per questo che ho preso coraggio e gli ho chiesto se se la sarebbe sentita di riapondere ad alcune domande sull&#8217;argomento, e senza spremermi troppo sono riuscito ad avere le risposte che riporto sotto. Spero che diano un buono spunto a voi come a me!<br />
Buona trattativa a tutti!</p>
<p><strong><em>D: Saper trattare per spuntare un buon prezzo è un dono (nasci così) oppure una competenza (che si acquisisce)?</em></strong><br />
R: Una competenza, col tempo si matura. Devi solo capire che è un gioco ed essere in grado di superare la &#8220;barriera&#8221;.</p>
<p><strong><em>D: Come mai c&#8217;e&#8217; bisogno di una trattativa in ogni possibile acquisto che uno pianifica?</em></strong><br />
R: Perchè è un&#8217;incontro tra 2 posizioni che non si conoscevano prima e come tale ognuno ha le sue aspettative. E perché comunque sai che ognuna delle 2 parti è disposta a rinunciare a qualcosa.</p>
<p><strong><em>D: quali preparativi bisogna fare per affrontare una trattativa economica?</em></strong><br />
R: documentarsi sui prezzi di mercato, documentarsi sul fornitore e intraprendere la trattativa quando sei a pieno, non in giornate storte o quando sei stanco.</p>
<p><strong><em>D: Come bisogna comportarsi con la controparte?</em></strong><br />
R: Fargli capire che suderà e che non sei un pollo da spennare. Instaurare anche un rapporto di confidenza,<br />
quasi complicità verso gli altri che lui &#8220;fregherà&#8221;. Tirare e strozzare sì ma con garbo e ironia.</p>
<p><strong><em>D: Come riesci a trovare spunti per trattare sul prezzo?</em></strong><br />
R: Spunti&#8230; diciamo che prima sondi il terreno in condizioni standard, mai partire con &#8220;mi farai lo sconto&#8221;.<br />
Poi, quando tutto è chiaro, inizi con soluzioni fantasiose: la prima offerta molto più bassa e poi via via finchè<br />
capisci dove lui può arrivare.</p>
<p><strong><em>D: Quando invece capisci che piu&#8217; di cosi&#8217; non si puo&#8217; scendere?</em></strong><br />
R: Quando il venditore inizia ad irrigidirsi, chiaramente non arrivando a tanto. Ricorda che è un gioco con regole e va giocato con garbo.</p>
<p><strong><em>D: E&#8217; possibile realizzare una buona collaborazione fornitore-cliente con questo approccio?</em></strong><br />
R: E&#8217; la base del buon rapporto fornitore cliente. Ognuno sa che dall&#8217;altra parte non c&#8217;è uno stupido.</p>
<p><strong><em>D: Qual&#8217;e&#8217; il tuo segreto?</em></strong><br />
R: Prima di pensare di comprare una cosa devi essere disposto a perderla. Se non lo sei difficilmente spunterai un buon prezzo. Questo però vale in generale nella vita, non solo nelle trattative economiche!</p>
<p></span></p>
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		<title>Pierfrancesco Vacca: Strike o birdie?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu" rel="nofollow">admin</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[FdR]]></category>
		<category><![CDATA[FiordiRisorse]]></category>
		<category><![CDATA[Nike]]></category>
		<category><![CDATA[Osvaldo Danzi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Vacca]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=vJK1uFhCuvI Nuovo appuntamento con Videodimpresa, partner esclusivo di FdR. Pierfrancesco Vacca, HR Director di Nike Italy, dedica ai suoi collaboratori 2 film leggendari! Leggerezza, credere in se stessi, riscoprire le proprie qualit&#224;, sono alcuni degli spunti che Pierfrancesco ci suggerisce in questa dedica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><code>http://www.youtube.com/watch?v=vJK1uFhCuvI</code></span>
<p>Nuovo appuntamento con Videodimpresa, partner esclusivo di FdR.</p>
<p>Pierfrancesco Vacca, HR Director di Nike Italy, dedica ai suoi  collaboratori 2 film leggendari! Leggerezza, credere in se stessi, riscoprire le proprie qualit&agrave;, sono  alcuni degli spunti che Pierfrancesco ci suggerisce in questa dedica.</p>
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		<title>La motivazione e il coinvolgimento del personale in tempi di crisi. Intervista a Gianmaurizio Cazzarolli (TetraPak)</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2011/03/08/la-motivazione-e-il-coinvolgimento-del-personale-in-tempi-di-crisi-intervista-a-gianmaurizio-cazzarolli-hr-director-e-site-manager-di-tetra-pak-packaging-solutions-spa/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 15:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alepezzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Pezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[FdR]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianmaurizio Cazzarolli]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Osvaldo Danzi]]></category>
		<category><![CDATA[Tetrapak]]></category>

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		<description><![CDATA[Tetra Pak sviluppa e commercializza soluzioni per il trattamento e il confezionamento degli alimenti e la sede di Modena, dove incontro Gianmaurizio Cazzarolli HR Director e Site Manager, è uno dei centri di ricerca e sviluppo che si occupa della ricerca di nuove tecnologie, progettazione e sviluppo di macchine, contenitori e sistemi di apertura, leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">Tetra Pak sviluppa e commercializza soluzioni per il trattamento e il confezionamento degli alimenti e la sede di Modena, dove incontro Gianmaurizio Cazzarolli HR Director e Site Manager, è uno dei centri di ricerca e sviluppo che si occupa della ricerca di nuove tecnologie, progettazione e sviluppo di macchine, contenitori e sistemi di apertura, leader nella produzione di macchine confezionatrici con sistema Tetra Brik Aseptic ma soprattutto uno dei migliori posti in cui lavorare secondo il </span></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Great Place to Work </span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">®</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;"> Institute,</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;"> il cui amministratore delegato Gilberto Dondè sarà ospite il 9 marzo 2011 all&#8217;incontro FdR in Unindustria a Bologna.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: Quali azioni avete intrapreso per fronteggiare la crisi internazionale? </strong></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Abbiamo cercato di migliorare e ridurre gli sprechi facendo una scelta in un&#8217;ottica di lungo termine, per cui tutte le attività per la ricerca e sviluppo sono state ottimizzate ma non c&#8217;è stata riduzione di personale o di attività. Nella Produzione abbiamo avuto un discreto calo quindi si è deciso di non fare azioni di riduzione del personale ma di ricollocare temporaneamente i dipendenti di questo reparto nella ricerca e sviluppo o all&#8217;interno dell&#8217;azienda per un periodo di un anno, un anno e mezzo.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Non abbiamo utilizzato lo strumento della cassa integrazione; l&#8217;unica riduzione è stata fatta su un programma di sviluppo, di incremento di personale, che avevamo già avviato e che abbiamo ridimensionato; in alcuni casi non abbiamo fatto partire attività nuove ed assunzioni, ma nel complesso a Modena nel 2010 le attività sono proseguite ed abbiamo avuto un leggero incremento del numero delle persone.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: </strong></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>Motivazione: elementi che funzionano e altri che non funzionano?</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ho iniziato a lavorare qui appena laureato, poi ho fatto altre esperienze, ma nel 2001 sono ritornato perché è un&#8217;azienda con cui ho sempre condiviso i valori, le scelte e il modo di gestire il personale.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Le persone fanno la differenza</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">. C</span></span></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">rediamo fermamente che il maggior investimento di un&#8217;azienda sia quello sulle persone ed è giusto motivarle se si vogliono raggiungere determinati obiettivi, perchè è il personale</span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;"> che lavora all&#8217;interno dell&#8217;azienda che raggiunge i risultati.</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Fiducia.</span></em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">Credere nelle persone e dar loro fiducia, essere un&#8217;azienda che per prima va incontro alle necessità del dipendente, perché una persona che non ha problemi di conciliazione, che è informata sulle strategie di business dell&#8217;azienda, che ha un feedback costante dall&#8217;azienda e dal proprio manager sulle sue performance, che sa se sta andando nella direzione giusta o sbagliata è sicuramente un dipendente motivato.</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Piano benefit strutturato, Work life balance.</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">Abbiamo cercato di realizzare un po&#8217; tutte le azioni possibili, soprattutto da parte di HR, per andare in questa direzione e lo abbiamo realizzato attraverso la disponibilità di benefit e attività applicate a tutti i dipendenti, fatte per migliorare quella che è la conciliazione tra vita lavorativa e privata. In Tetra Pak c&#8217;è un piano benefit per i dipendenti che li aiuta in questo e allo stesso tempo cerchiamo di impostare le modalità di lavoro lasciando le persone libere di gestire il proprio tempo e la propria attività. In azienda è disponibile una palestra frequentabile a tutte le ore del giorno; </span></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">abbiamo un asilo aziendale realizzato in collaborazione con il comune di Modena, gestito con i principi e le regole di tutti gli asili comunali, con 45 posti di cui 30 per i figli dei nostri dipendenti e i rimanenti aperti alle liste comunali con orari allungati per coprire l&#8217;apertura dell&#8217;azienda; abbiamo il servizio per l&#8217;inserimento delle famiglie nel contesto modenese dei colleghi stranieri, assicurazione medica e contro gli infortuni, rimborso spese mediche, servizio baby-sitter e supporto anziani&#8230;</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Orario flessibile &amp; responsabilità.</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">Abbiamo introdotto due anni fa in maniera sperimentale, l&#8217;orario flessibile per tutti i dipendenti, articolato in modo che le persone possano entrare in azienda tra le 7.30 e le 9 e che la pausa pranzo possa essere presa della lunghezza che uno vuole e di conseguenza si definisce l&#8217;orario di uscita.</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il fatto di organizzare l&#8217;attività è lasciata ai singoli gruppi: nell&#8217;attività di produzione c&#8217;è la tendenza ad arrivare prima e ad andare via prima, mentre in altri gruppi, che ad esempio hanno rapporti con gli Stati Uniti e con il Sudamerica c&#8217;è la tendenza ad arrivare più tardi per favorire ad esempio le riunioni con questi paesi in base al loro fuso orario; ciascuno si organizza ottimizzando il proprio orario, non è l&#8217;azienda che lo impone. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Trasparenza.</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong> </strong></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">Il nostro approccio è dare fiducia alle persone e credere nella loro motivazione e nell&#8217;incentivarla in diversi modi; un presupposto è la trasparenza e nella nostra azienda questo è applicato per cui quelli che sono gli obiettivi e l&#8217;andamento dell&#8217;azienda, sotto forma di balanced score card, quindi dove vuol andare l&#8217;azienda, che obiettivi ha, se gli obiettivi sono ragionevoli o meno, è fatto in assoluta trasparenza. Tutti i dipendenti possono vedere qual è l&#8217;andamento dal punto di vista finanziario, di gestione del personale, di riorganizzazione del lavoro..</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Processo di valutazione delle performance, Formazione e Sviluppo Personale. </span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Gli </span></span></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">obiettivi individuali dei dipendenti sono impostati in modo tale che, raggiungendoli, si raggiungono anche quelli del Gruppo. Nel colloquio che è fatto due/tre volte l&#8217;anno, sono definiti questi obiettivi  e inoltre si parla anche di aspettative del dipendente per quello che è il suo programma di sviluppo, quali sono le sue ambizioni di carriera all&#8217;interno dell&#8217;azienda, si parla di programma di training  e si analizzano le capacità di leadership della persona. </span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Motivazione economica, salario variabile. </span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">Gli obiettivi individuali concorrono poi a individuare il salario variabile del dipendente: questa variabile economica è un importante incentivo motivazionale, un modo per guidare l&#8217;attività delle persone attraverso la realizzazione degli obiettivi del Gruppo in trasparenza e la soddisfazione di aver partecipato a contribuire al buon andamento dell&#8217;azienda. </span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: Quali parametri utilizzate per misurare la meritocrazia?</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="font-weight: normal;">Salario variabile, job-posting, proattività.</span></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;"> Il solo fatto di cercare di andare nella direzione di valutare le persone sui risultati che ottengono e non sul numero di ore che fanno in azienda, credo sia la strada giusta per riconoscerne il merito. Poi il salario variabile: avere una trasparenza verso le persone sul raggiungimento degli obiettivi e sulla possibilità di carriera cioè, quando possibile e ci sono posizioni che si aprono, cerchiamo sempre di vedere se all&#8217;interno ci sono dipendenti che sono in grado di prendere o di crescere in queste posizioni attraverso lo sviluppo, non solo nella singola azienda ma in tutte quelle del Gruppo. Tutte le posizioni sono pubblicate sulla nostra Intranet e tutti si possono candidare facendone richiesta e informando il proprio manager: il messaggio che l&#8217;azienda vuole dare è motivare le persone a essere proattive.</span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: Come sviluppate le persone e create valore in tempi difficili?</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Senza ripetermi, riassumerei dicendo che la trasparenza, che da noi è stata realizzata anche attraverso la progettazione degli uffici e degli spazi comuni, per cui anche il nostro amministratore delegato ha lo stesso tipo di ufficio degli altri, aiuta a condividere e a discutere con tutti a tutti i livelli. Questo incoraggia l&#8217;innovazione, le idee e allo stesso tempo permette di essere considerati come una persona che contribuisce ai risultati dell&#8217;azienda.. e se veramente si vivono queste sensazioni, si ottengono anche i risultati, perché le persone, se solo vengono stimolate, sono una valanga di innovazione!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: Avete programmi particolari sulle diversity?</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">E&#8217; un tema centrale in Tetra Pak avendo il 15% dei dipendenti che proviene da altre culture e il 25% di donne e questo non è un problema da gestire ma un valore!</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Nelle politiche di assunzione, l&#8217;obiettivo è trovare la persona con le giuste competenze indipendentemente dalla nazionalità, dal sesso e dalla cultura. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ci sono politiche particolari dedicate alle donne, come l&#8217;assistenza durante il periodo di maternità, l&#8217;aumento della flessibilità oraria, un programma di reintroduzione al lavoro per la neo mamma oltre che i servizi nido e baby-sitter già citati. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Abbiamo portato avanti anche un&#8217;attività iniziata diversi anni fa chiamata SWIM (Sustaining Women In Management), iniziativa a livello globale attraverso l&#8217;intranet aziendale, cui le dipendenti possono volontariamente aderire. Un esempio di attività è il mentoring, rivolto alle donne che desiderano avere un supporto per il loro sviluppo di carriera.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Sicuramente essendo l&#8217;azienda di matrice svedese, questo ha aiutato lo sviluppo di questa particolare cultura. Abbiamo cercato di prendere sia da quella nordica e sia da quella italiana il meglio, fondendole insieme: il sistema d&#8217;incentivazione, di valori è di matrice svedese, ma la combinazione con la flessibilità, la maggior umanità e la comprensione dei sentimenti delle persone, italiana, ha dato ottimi risultati. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: </strong></em></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-style: normal;"><strong>Per riassumere, </strong></span></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-style: normal;"><strong>q</strong></span></span></span></span><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>uali sono le vostre best practices?</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La flessibilità sul lavoro, l&#8217;aver introdotto in un modo naturale un orario flessibile e una modalità di lavorare diversa: le persone devono essere misurate e valutate per quello che danno sul lavoro, sugli obiettivi che raggiungono più che sulle ore che passano in azienda. A tal proposito abbiamo anche introdotto il telelavoro, cioè il lavorare da casa, che per noi significa ad esempio che una persona una mattina lavora da casa, prepara la relazione o partecipa ad una conference call e poi viene in ufficio nel pomeriggio. Quello che per noi conta sono gli obiettivi: relazione e riunione fatta con la qualità richiesta. Ai nostri dipendenti è stato chiesto di fare un salto di qualità. Oggi si lavora in treno, all&#8217;aeroporto, in giardino: la tecnologia utilizzata è messa a disposizione dell&#8217;azienda. Quindi libertà e nessun cartellino da timbrare. L&#8217;importante è saper portare a termine i progetti autogestendosi: noi diamo fiducia e ci aspettiamo responsabilità e serietà.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>FdR: La felicità da voi è possibile?</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Credo proprio di sì e i dipendenti e le indagini di clima lo confermano. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dal punto di vista dell&#8217; engagement compiliamo da più di 10 anni l&#8217;Employee Satisfaction, oltre al Great Place to Work, che registra la soddisfazione dei dipendenti, le aspettative e le loro necessità. E&#8217; uno strumento che serve per migliorarci continuamente. Infatti il questionario, è consegnato a tutti i 22.000 dipendenti e più dell&#8217;80% risponde. Dopodichè i risultati sono presentati a tutti. Si discute quindi con loro per capire se si riconoscono in quello che è emerso e per progettare insieme azioni di miglioramento su aspetti che si decide di ottimizzare. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dall&#8217;indagine è emerso che il clima è molto buono, confrontato anche con le aziende esterne e con i risultati di Great Place to Work che, negli ultimi due anni ci vede nei primi 10 posti della classifica.</span></span></span></p>
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