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	<title>Fior di Risorse Network - Persone al Centro&#187; Risorse Umane</title>
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	<description>Persone al Centro</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 May 2012 05:14:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I 20 termini più ricorrenti nel vocabolario 2012 del Dipartimento Risorse Umane</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2012/05/12/i-20-termini-piu-ricorrenti-nel-vocabolario-2012-del-dipartimento-risorse-umane/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/ggiagnoni/" rel="nofollow">GIANMARIO GIAGNONI</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ricerche di Exellere-in people search Benchlearning: apprendimento per confronto, apprendimento dal successo dei pari. Contrattazione aziendale: momento dedicato a negoziare con la forza-lavoro le scelte strategiche e organizzative che assicurino sopravvivenza all&#8217;impresa e tutela all&#8217;occupazione. Corporate Wellness: star bene in Azienda, lavorare stando bene. E&#8217; una filosofia &#8220;operativa&#8221; aziendale incardinata sul presupposto che lavorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><img src="/wp-content/uploads/9155/dizionario.jpg" />
<p>Le ricerche di <strong>Exe</strong><em>llere</em>-in people search</p>
<p><strong>Benchlearning</strong>: apprendimento per confronto, apprendimento dal successo dei pari.</p>
<p><strong>Contrattazione aziendale</strong>: momento dedicato a negoziare con la forza-lavoro le scelte strategiche e organizzative che assicurino sopravvivenza all&rsquo;impresa e tutela all&rsquo;occupazione.</p>
<p><strong>Corporate Wellness</strong>: star bene in Azienda, lavorare stando bene. E&rsquo; una filosofia &ldquo;operativa&rdquo; aziendale incardinata sul presupposto che lavorare stando bene significa lavorare meglio e che ci&ograve; favorisce il ritorno degli investimenti, grazie a un aumento della competitivit&agrave; e della leadership nel business.</p>
<p><strong>Crowdsourcing</strong>: &egrave; un modello di &ldquo;impresa aperta&rdquo;, con il quale l&rsquo;azienda richiede lo sviluppo di un<br />progetto, servizio, prodotto a un insieme distribuito di persone (interne ed esterne) organizzate in comunit&agrave; virtuale.</p>
<p><strong>Cultura d&rsquo;innovazione</strong>: &egrave; il risultato di un mix d&rsquo;ingredienti appropriati, utilizzati dalle persone in azienda. Orientamento al cliente, leadership, integrazione, apprendimento continuo, knowledge management, sono alcuni degli ingredienti.</p>
<p><strong>Diversity management</strong>: insieme di politiche aziendali che favoriscono la valorizzazione delle diversit&agrave; delle risorse umane presenti in azienda in modo che il risultato finale sia superiore alla somma delle parti. Questo accade perch&eacute; ogni persona pu&ograve; realizzare il suo potenziale.</p>
<p><strong>Employer branding</strong>: strategia di marketing attuata dall&rsquo;azienda per attrarre i talenti. Consiste nel creare e comunicare l&#8217;identit&agrave; aziendale come luogo di lavoro ai potenziali collaboratori (<em>recruiting</em>) e ai propri dipendenti (<em>retention</em>), in coerenza con i valori specifici e distintivi che si vogliono trasmettere.</p>
<p><strong>Engagement</strong>: impegno, attrazione, coinvolgimento. In genere per il dipartimento R.U. il termine viene utilizzato quando si parla del coinvolgimento/impegno di un dipendente, ma anche quando si lavora per rendere attraente l&rsquo;azienda, un incarico, un&rsquo;attivit&agrave; a un dipendente o a una potenziale risorsa esterna.</p>
<p><strong>Flexsecurity: </strong>sistema organico di norme che producono un &ldquo;nuovo&rdquo; equilibrio tra flessibilit&agrave; e sicurezza nel rapporto di lavoro.</p>
<p><strong>Green Vision e Sostenibilit&agrave;</strong>: due termini che vanno a braccetto e sono il sinonimo di un &ldquo;business etico&rdquo; e del mantenimento di una crescita florida nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Performance management</strong>: sistema costruito per la gestione della performance dei dipendenti. La performance &egrave; la risultante di due elementi: il comportamento e i risultati.</p>
<p><strong>Retention Strategy: </strong>strategia attuata dall&rsquo;azienda per trattenere i dipendenti. E&rsquo; l&rsquo;insieme di modelli, metodologie e strumenti che vengono impiegati per presidiare il flusso delle uscite dall&rsquo;azienda (es. mentoring, coaching, learning opportunities, etc.)</p>
<p><strong>Storytelling</strong>: trasferire esperienza e conoscenza attraverso il racconto/narrazione di storie. Applicato<br />nelle attivit&agrave; di change management e formazione.</p>
<p><strong>Survey aziendale</strong>: strumento funzionale a rilevare i bisogni reali dei dipendenti e rispondente alla volont&agrave; di attivare una coerente politica di Welfare aziendale.</p>
<p><strong>Talent management</strong>: gestione del talento aziendale. La capacit&agrave; di un&rsquo;organizzazione di fare business con successo, dipende principalmente dall&rsquo;individuazione, sviluppo e impiego del talento.</p>
<p><strong>Visual thinking</strong>: Comprendere, analizzare e decidere attraverso le immagini, usando lavagne, disegni e diagrammi. Oggi e in futuro, le persone cercano i migliori strumenti per comprendere i cambiamenti del mondo.</p>
<p><strong>Welfare Aziendale: </strong>insieme di misure, strumenti, servizi, destinati a produrre assistenza e benessere per i dipendenti.</p>
<p><strong>Welfare Strategy Management</strong>: approccio operativo adottato verso i dipendenti e finalizzato a realizzare il Welfare aziendale. Consiste nell&rsquo;identificare gli elementi oggetto dell&rsquo;assistenza e renderli disponibili alle persone attraverso una strumentazione multifunzionale (informativa, auto-costruttiva, e gestionale): ad esempio un &ldquo;cruscotto&rdquo; per la determinazione dei benefit.</p>
<p><strong>Win-Win Approach</strong>: approccio tra parti in cui sono condivisi i vantaggi. Nel caso aziendale si traduce in un insieme di misure, modalit&agrave;, mezzi, che creano una situazione di reciproco vantaggio tra dipendente e azienda.</p>
<p><strong>Work life balance</strong>: bilanciamento tra lavoro, famiglia e tempo libero. Si realizza attraverso il recupero di una &ldquo;zona franca&rdquo; / &ldquo;uno spazio vitale&rdquo; da dedicare a s&eacute; stessi.</p>
<p><em>A cura di <strong>Gianmario Giagnoni</strong></em></p>
<p>Fonti</p>
<p>HR Trends 2012; Forum HR 2011; HR Business Summit 2012 (anticipations); BCG &ndash; creating people advantage 2011</p>
<p></span></p>
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		<title>Quanto costa un buon collaboratore?</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2012/02/12/quanto-costa-un-buon-collaboratore/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/federicopanetti/" rel="nofollow">federico panetti</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché costa molto sostituire un collaboratore che se ne è andato? Il costo finale è determinato da tante spese collegate tra loro. ¨  Il tempo per intervistare i candidati, ¨  le spese per intervistare i candidati, ¨   le spese, possibili, di viaggio per un reclutatore, ¨  le spese per la riallocazione del nuovo assunto, ¨  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><img src="/wp-content/uploads/8125/SOLDI.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Perché costa molto sostituire un collaboratore che se ne è andato? Il costo finale è determinato da tante spese collegate tra loro.</p>
<p>¨  Il tempo per intervistare i candidati,</p>
<p>¨  le spese per intervistare i candidati,</p>
<p>¨   le spese, possibili, di viaggio per un reclutatore,</p>
<p>¨  le spese per la riallocazione del nuovo assunto,</p>
<p>¨  spese di contabilità,</p>
<p>¨  spese per l’aumento dell’assicurazione di disoccupazione,</p>
<p>-  perdita delle capacità e del know how del vecchio dipendente</p>
<p><strong>Cosa si può fare</strong></p>
<p>Prima bisogna focalizzarsi su quelli che sono le figure chiave; in alcune società, però, tutti gli impiegati sono importanti. Capire come tenerli, saper perché se vanno o perché stanno solo pensando di andarsene; è importante in questo caso fare un intervista “di uscita”.</p>
<p>Da quelli che se ne sono andati è meglio scavare per sapere i motivi principali della loro partenza anche se saranno restii; con coloro che non hanno ancora lasciato sarebbe meglio sollecitare a parlare dei problemi incontrati attraverso conversazioni informali e casuali. Ascoltare i commenti che si hanno sui colleghi è fondamentale.</p>
<p>Alla fine risulta comunque più costoso perdere un vecchio dipendente e assumerne un altro; vale la pena di perdere tempo e denaro per la soddisfazione dei propri dipendenti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>&#8220;Il dottore è in riunione.&#8221; &#8220;Da giovedi?&#8221;.  Una questione di reputazione. E di educazione.</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2012/01/16/il-dottore-e-in-riunione-da-giovedi-una-questione-di-reputazione-e-di-educazione/</link>
		<comments>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2012/01/16/il-dottore-e-in-riunione-da-giovedi-una-questione-di-reputazione-e-di-educazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/redazione/" rel="nofollow">Osvaldo Danzi</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[management]]></category>
		<category><![CDATA[Meeting]]></category>
		<category><![CDATA[reputation]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[riunioni]]></category>
		<category><![CDATA[time management]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro direttore, I tempi sono cambiati, ma certi manager rimangono sempre gli stessi. Non posso certo costringerLa a ricevere una mia telefonata, ma se giovedi era in riunione, venerdi era in riunione, oggi è in riunione.. decida Lei: a) ha bisogno di un corso di gestione del tempo, b) nella Sua azienda non si lavora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><img src="/wp-content/uploads/8105/rron35l.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="summary">Caro direttore,</p>
<p class="summary">I tempi sono cambiati, ma certi manager rimangono sempre gli stessi.<br />
Non posso certo costringerLa a ricevere una mia telefonata, ma se giovedi era in riunione, venerdi era in riunione, oggi è in riunione.. decida Lei:</p>
<p>a) ha bisogno di un corso di gestione del tempo,<br />
b) nella Sua azienda non si lavora mai,<br />
c) Lei è un cafone.<br />
Si, perchè se io La chiamo due volte, alla terza, la buona educazione impone che mi richiami Lei, non che continui a farmi fare la pallina da ping pong con la Sua segretaria (che poi, anche lei avrà qualcosa di meglio da fare che filtrare i seccatori! Segretarie! Ribellatevi!!)</p>
<p>Adesso, nessuno Le vuole imporre di rispondermi al telefono. Magari mi conosce e sa anche che sono un seccatore che vuole venderLe tappeti da spiaggia e ombrellini colorati, ma se in questo momento c&#8217;è la crisi, non state assumendo, il personale è in mobilità, le relazioni industriali sono ai minimi termini, tutte ste riunioni.. ma a che Le servono?</p>
<p>Ma non sarebbe nei Suoi compiti anche incontrare nuovi fornitori, informarsi su cosa succede in giro, come si stanno muovendo i competitors, quali candidati stiamo incontrando, se c&#8217;è la possibilità di fare un progetto insieme, come la Sua azienda può migliorare/risparmiare/implementare nuovi servizi?</p>
<p>MA MAGARI, CHE NE SA, LE VOGLIO SEMPLICEMENTE REGALARE UNA FERRARI!!</p>
<p>Evidentemente no. Prima di tutto le strategie.<br />
Intanto il Paese è fermo, la Sua azienda non assume, c&#8217;è la mobilità, &#8220;sa. la crisi&#8230;&#8221;</p>
<p>E anche Lei, continua a rimanere lo scostumato di sempre.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Talent has no age &#8230; diversamente giovane</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2011/12/02/talent-has-no-age-diversamente-giovane/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 12:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/africa/" rel="nofollow">Africa Baños Serrano</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni azienda organizzazione persone futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stata al Top Management Forum, ringrazio FdR e Knowità per avermi dato l&#8217;opportunità di partecipare al workshop Risorse Umane ed Organizzazioni che quest&#8217;anno trattava le tematiche La creazione di Valore e La gestioni dei talenti all&#8217;interno delle aziende. Mi è piaciuto molto l’intervento di Francesco Paoletti, docente dell’Università Milano Bicocca, quando gli è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><img src="/wp-content/uploads/8036/pensa.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Sono stata al Top Management Forum, ringrazio FdR e Knowità per avermi dato l&#8217;opportunità di partecipare al workshop Risorse Umane ed Organizzazioni che quest&#8217;anno trattava le tematiche La creazione di Valore e La gestioni dei talenti all&#8217;interno delle aziende. Mi è piaciuto molto l’intervento di Francesco Paoletti, docente dell’Università Milano Bicocca, quando gli è stato chiesto: come vede il futuro delle aziende e delle persone dopo il prolungamento dell’età pensionabile? E’ strano, ma fino a quel momento non avevo pensato ai cambiamenti che possono svilupparsi se sarà così e non ci fosse la possibilità del prepensionamento. Confesso che neanche il professore ci aveva pensato prima… Queste persone “diversamente giovani “ come li ha chiamati il prof. Paoletti, che ruolo potrebbero ricoprire all’interno dell’organizzazione? Aumenterebbe la job rotation, si potrebbero creare dei nuovi ruoli dando maggior spazio al valore di queste persone come “maestri” di mestiere, significherebbe una rottura con l’attuale struttura retributiva, inquadramenti, incarichi e tempo dedicato in azienda? Vorrei avere un vostro parere, soprattutto di chi se ne occupa di organizzazione aziendale. Se “Il talento non ha età” le aziende sono pronte ad accogliere un cambiamento di queste dimensioni? Il futuro è già oggi… Questi sono dei link relazionati&nbsp;<a href="http://blog.panorama.it/economia/2011/11/30/pensioni-ecco-cosa-cambiera-dal-2012/http://video.panorama.it/Infografiche/Pensioni_estero/pensioni_estero.html" title="http://blog.panorama.it/economia/2011/11/30/pensioni-ecco-cosa-cambiera-dal-2012/http://video.panorama.it/Infografiche/Pensioni_estero/pensioni_estero.html" target="_blank">http://blog.panorama.it/economia/2011/11&#8230;</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La mia esperienza lavorativa all&#8217;estero</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2011/09/22/la-mia-esperienza-lavorativa-allestero/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 07:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.farandnearevents.con" rel="nofollow">Michaela Karsten</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ da qualche mese che ho promesso ad Osvaldo di scrivere un articolo sulla mia prima esperienza di lavoro all’estero. Ho sempre lavorato in Italia fino a 4 mesi fa e conosco quindi molto bene le realtà italiana e le relative problematiche. Ho risposto un po’ per scherzo e un po’ per necessità ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">E’ da qualche mese che ho promesso ad Osvaldo di scrivere un articolo sulla mia prima esperienza di lavoro all’estero.</p>
<p>Ho sempre lavorato in Italia fino a 4 mesi fa e conosco quindi molto bene le realtà italiana e le relative problematiche.</p>
<p>Ho risposto un po’ per scherzo e un po’ per necessità ad un annuncio dove cercavano una persona che parlasse l’italiano a Amsterdam, e adesso ci vivo!</p>
<p>Lavoro presso la Verizon Business, una multinazionale  leader nel settore delle telecomunicazioni, nel reparto customer care.</p>
<p>Venendo da piccole realtà alberghiere italiane questa esperienza è una vera “eye opener” per me.</p>
<p>Purché io faccio un lavoro di basso profilo vengo trattata allo stesso modo del mio manager e tutti i manager dell’azienda. Ho avuto l’occasione di partecipare all’ultimo evento di team building dell’intera azienda di Amsterdam. TUTTI eravamo invitati dalle persone addette alle pulizie all’amministrato delegato. Perché ognuno di noi  contribuisce al successo dell’azienda.  Un pomeriggio stimolante che mi ha addirittura procurato una nuova amica…italiana!</p>
<p>Torniamo al lavoro. Il primo giorno il mio manager mi ha fatto vedere dove posso comprare il mio pranzo oppure dove posso riscaldare il mio portato da casa. Da noi la pausa è sacra, perché viene visto come un momento di ricarica. Alla mia team leader non piace vedermi seduta per più di 2 ore di fila. Mi stimola ad alzarmi 2 minuti a prendere un tè ecc…</p>
<p>Devo dire che sono fortunata perché il mio reparto è stato ristrutturato 2 anni fa e tutto è nuovo e bellissimo. Anche questo stimola ad andare al lavoro con piacere. Ho una sedia ergonomica dell’ultimo modello, una scrivania bellissima e tanta luce naturale.</p>
<p>Vogliamo parlare dell’atmosfera tra colleghi? Ottima. Noi siamo una squadra e lavoriamo insieme ad un obiettivo comune. Quindi ci aiutiamo tra di noi. Non siamo gelosi della nostra conoscenza, condividendo le mie competenze contribuisco a  migliorare la qualità del lavoro di tutta la squadra.</p>
<p>Ci sono giornate dedicate alla carriera dove possiamo parlare con i nostri rappresentanti HR. Loro ci aiutano a seguire i training mirati a crescere. E’ possibile la crescita orizzontale e verticale in base alle nostre possibilità e volontà. Facciamo moltissimi corsi di vario genere. Durante l’orario di lavoro.</p>
<p>Adesso sto imparando questo mestiere per il quale devo avere una vasta conoscenza tecnica, che ancora mi manca. Ma poi vorrei crescere, verticalmente e in alto, ma non troppo.</p>
<p>Nessuna azienda è perfetta, ma questa azienda è perfetta per me.</p>
<p>La cosa che più mi piace qui è il fatto che sono una persona per la mia azienda e non un numero.  L’azienda investe in me e sono orgogliosa di poter ricambiarla con il mio lavoro, la mia serietà e la mia competenza acquisita.</p>
<p>Una piccola parentesi: Verizon Business è un’azienda americana, quindi domani posso anche essere senza lavoro. Ma l’Olanda non è come l’Italia: domani troverò anche un nuovo lavoro.</p>
<p>Spero che Fior di Risorse possa contribuire a far crescere l’Italia e soprattutto il mondo di lavoro che secondo me ha bisogno di una svolta, soprattutto nelle piccole realtà.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>DL n.215 per le pari opportunità:  mi sento &#8220;indignada&#8221;</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2011/05/22/decreto-legislativo-9-luglio-2003-n-215-attuazione-della-direttiva-200043ce-per-la-parita-di-trattamento-tra-le-persone-indipendentemente-dalla-razza-e-dallorigine-etnica-mi-sento-indignada/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 18:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/africa/" rel="nofollow">Africa Baños Serrano</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera a Bologna, citt&#224; dove abito dal 2002 e che adoro, sono uscita a cena a festeggiare il compleanno di un mio amico. Quando siamo usciti dal ristorante e ci dirigevamo verso la macchina, ci siamo trovati di fronte ad una vetrina con tanto di cartello &#60;cercassi commessa (bolognese) presentarsi all&#8217;interno&#62; ho postato anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><img src="/wp-content/uploads/6107/IMG_0079.jpg" />
<p>Ieri  sera a Bologna, citt&agrave; dove abito dal 2002  e che adoro, sono uscita a  cena a festeggiare il compleanno di un mio  amico. Quando siamo usciti  dal ristorante e ci dirigevamo verso la  macchina, ci siamo trovati di  fronte ad una vetrina con tanto di  cartello &lt;cercassi commessa  (bolognese) presentarsi all&#8217;interno&gt;  ho postato anche la foto, tutto  vero. si tratta di Rosdeval un negozio di  scarpe, in Via Indipendenza 71. io mi  chiedo: perch&egrave; bolognese? le  ragazze bolognesi vendono meglio le scarpe?  ok, ora sul serio: siamo  nel 2011, non solo si  inventano degli annunci di lavoro fasulli, anzi,  ci chiamano  a volte a  far dei colloqui che non c&#8217;entrano nulla con  quello che c&#8217;&egrave; sul nostro  cv,  ci chiedono dei soldi per avere un posto  di lavoro, ci fanno  perdere il nostro tempo, ora non solo questo, ci  troviamo con la  &#8220;discriminazione&#8221; scritta per le strade&#8230; </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La psicologia del manager: meglio introverso o egocentrico?</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2010/12/13/la-psicologia-del-manager-meglio-introverso-o-egocentrico/</link>
		<comments>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2010/12/13/la-psicologia-del-manager-meglio-introverso-o-egocentrico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 15:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/Gianluca-Gualducci/" rel="nofollow">Gianluca Gualducci</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei segnalare l&#8217;interessante articolo di FEDERICO PACE pubblicato nella sezione MioJob di Repubblica.it perchè può dare il via ad una interessante discussione sulla figura del manager e sui tratti caratteriali che più è richiesto mostrare &#8211; magari anche andando contro la propria natura &#8211; per apparire adatti a ricoprire certi ruoli. &#8220;In tempi di crisi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">Vorrei segnalare l&#8217;interessante articolo di FEDERICO PACE pubblicato nella sezione MioJob di Repubblica.it perchè può dare il via ad una interessante discussione sulla figura del manager e sui tratti caratteriali che più è richiesto mostrare &#8211; magari anche andando contro la propria natura &#8211; per apparire adatti a ricoprire certi ruoli.</p>
<p>&#8220;In tempi di crisi, e non solo, un capo espansivo, egocentrico e assertivo non è più il migliore dei capi possibili. Per i ruoli di responsabilità, almeno se tra i suoi collaboratori ci sono persone con una certa voglia di fare e intraprendenza, sono più adatti gli introversi e i pensosi. Proprio quelle figure che, in maniera piuttosto sommaria, fino ad ora venivano considerate inadeguate. Perché, si diceva, incapaci di motivare, dare slancio e ottimismo. Niente di più falso. Niente di più superficiale. Tutti quelli che hanno la tendenza a comportarsi con atteggiamenti che attraggono l&#8217;attenzione degli altri, alla resa dei conti, non sono poi così in grado di coordinare e trarre il meglio dai collaboratori.</p>
<p>Più Mahatma Gandhi che Berlusconi. Più Socrate che Nicolas Sarkozy. I grandi leader, quelli che sanno essere efficaci, si direbbero tranquilli e riservati. E&#8217; questo che gli permette di convincere davvero le persone e conseguire importanti risultati. A siglare una sorta di addio ad una serie di luoghi comuni, di cui per anni, più o meno consapevolmente, molti sono stati vittime, è uno studio realizzato da tre ricercatori che arrivano da Harvard e Wharton, ovvero due tra le migliori scuole di business del mondo. Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Academy of Management Journal, tra le più citate dalla stampa mondiale, ha indagato come alcuni tratti, considerati fino ad oggi come intimamente correlati alla leadership, non siano in realtà in grado di assicurare un incremento di produttività di un gruppo di collaboratori intraprendenti e capaci.</p>
<p>La distanza tra la percezione e la realtà. In particolare, i tre studiosi, sulla linea aperta da alcuni recenti studi, hanno inteso scindere l&#8217;effetto alone (tutto quello che gli altri percepiscono, o credono di percepire) di un capo carismatico e assertivo dall&#8217;impatto concreto sull&#8217;operatività delle persone da loro coordinate. Per questo hanno introdotto, nell&#8217;analisi, per capire meglio gli effetti e le circostanze, anche la variabile della intraprendenza dei subordinati e dei collaboratori del capo-ufficio.</p>
<p>Hanno così concentrato l&#8217;attenzione su come i leader, dominanti e loquaci, influenzano le performance, in positivo o in negativo, dei gruppi che coordinano al variare delle caratteristiche di chi compone questi gruppi. Per capire se la “macchina” aziendale, al di là delle apparenze, va più veloce se è guidata da un capo carismatico, un tipo estroverso, o se invece è meglio se a tenere in mano il volante è uno che ha tra le sue caratteristiche l&#8217;introversione, la riflessività e la pensosità.</p>
<p>Gi esperimenti. A partire da quella che può essere una definizione di estroversione (“la tendenza a comportarsi in modi che attraggono l&#8217;attenzione sociale”), i tre hanno condotto un paio di esperimenti. Nel primo hanno misurato la produttività di gruppi di lavoro di 130 punti vendita di un&#8217;azienda statunitense di consegna di pizza a domicilio. Ebbene, quelli guidati da responsabili estroversi e espansivi raggiungevano i migliori profitti quando i dipendenti erano caratterizzati in maniera significativa da tratti di passività e remissività. Il contrario, quando invece erano in presenza di intraprendenza. Un secondo esperimento, condotto in “laboratorio”, ha coinvolto 163 studenti che hanno replicato un modello di gruppi di lavoro. Si è avuta la conferma che i gruppi passivi migliorano le loro performance quando a guidarli è un estroverso. Al contrario i collaboratori caratterizzati da proattività e intraprendenza raggiungono i risultati peggiori quando sono guidati proprio da leader egocentrici.</p>
<p>Suggerimenti e cambiamenti. Se si è estroversi è molto probabile che si diventerà dei leader. E&#8217; innegabile. Ma tutto ciò, e ne abbiamo qualche conferma in molte realtà a portata di mano, non vuole dire che si sia capaci di contribuire positivamente alle performance del gruppo che si coordina. A queste tipologie di manager, dicono gli studiosi, manca la capacità di assorbire i suggerimenti utili che arrivano dai coordinati, rendere legittimi i tentativi di sostenere e implementare i cambiamenti e prendersi carico delle iniziative per migliorare le strutture di lavoro. O almeno, i collaboratori hanno la chiara percezione che i loro consigli non verrebbero ascoltati. E di fatto, così, non si prendono neppure la briga di farlo.</p>
<p>Il modo di mantenere l&#8217;influenza. I capi “estroversi”, dicono gli autori della ricerca, tendono a preferire quello status che gli permette di mantenere una gerarchia in cui la loro assertività è “completata” dall&#8217;obbedienza e dalla sottomissione da parte degli impiegati. In generale, questo tipo di leader tende a esercitare la sua influenza non attraverso la ricerca delle idee degli altri, piuttosto attraverso la conquista del dominio sugli altri. Non il massimo, è chiaro, per la partecipazione e la produttività di un gruppo di lavoro nei contesti moderni aziendali.</p>
<p>Il talismano e lo stigma. In una delle analisi che negli anni scorsi, tra le tante, cercavano di individuare qualche legame tra la personalità e l&#8217;efficacia nella leadership si era concluso che l&#8217;espansività, “l&#8217;estroversione è la più consistente correlazione della leadership negli studi che definiscono i criteri della leadership”. Sono gli espansivi, concludeva la ricerca, quelli che più probabilmente emergono come leader nella selezione e nelle decisioni di promozioni e quelli che sono percepiti come più efficaci, sia dai superiori sia dai subordinati. Così, proprio l&#8217;espansività, nel chiuso delle stanze delle aziende, consapevolmente o meno, è stata a lungo la chiave, il talismano che apriva tutte le porte. E, all&#8217;opposto, l&#8217;introversione, la pensosità, una sorta di stigma da celare e nascondere.</p>
<p>Il paradosso degli uffici. A invertire la rotta avevano cominciato l&#8217;anno scorso altri tre ricercatori (Judge, Piccolo e Kosalka) con il loro studio, pubblicato sul The Leadership Quarterly, che indagava anche i risvolti negativi dei tratti del leader. Tra le loro conclusioni c&#8217;era quella che la percezione della capacità dei leader in realtà offuscava i dati obiettivi che i gruppi e le organizzazioni conseguivano. Così, eccolo il paradosso degli uffici moderni: le aziende vogliono capi espansivi e collaboratori intraprendenti. Eppure questa combinazione non è affatto la migliore. Almeno se si vuole guardare alle performance.</p>
<p>L&#8217;incertezza e le idee costruttive. In un contesto economico caratterizzato dall&#8217;incertezza, da cambiamenti repentini e dall&#8217;imprevedibile, dicono gli autori, è divenuto sempre più complesso per i leader conseguire un successo facendo “calare dall&#8217;alto” la loro visione agli impiegati. Così, proprio ora, i leader aziendali non si possono più permettere di sentire come “minacciose” le proposte di quei collaboratori più intraprendenti e partecipativi. Perché, anche loro, dipenderanno, è auspicabile, sempre più da quegli impiegati che vorranno partecipare ai processi decisionali con l&#8217;apporto di idee costruttive.&#8221;</p>
<p>LINK ALL&#8217;ARTICOLO:<br />
&nbsp;<a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/addio-al-capo-ufficio-egocentrico-ora-meglio-schivo-e-pensoso/3886462?ref=HREC1-7</span>&#8221; title=&#8221;http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/addio-al-capo-ufficio-egocentrico-ora-meglio-schivo-e-pensoso/3886462?ref=HREC1-7</span>&#8221; target=&#8221;_blank&#8221;>http://miojob.repubblica.it/notizie-e-se&#8230;</a></p>
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		<title>Verso un lavoro perfetto</title>
		<link>http://www.fiordirisorse.eu/blog/2010/12/13/verso-un-lavoro-perfetto/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 07:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annafata</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulle montagne si trova la libertà! Il mondo è perfetto ovunque, salvo quando l&#8217;uomo arriva con i propri tormenti. F. Von Schiller Viviamo nella convinzione di essere in cammino, un percorso attraverso lo spazio e il tempo che dovrebbe arricchirci, farci evolvere, in un’ottica di continuo miglioramento e arricchimento. Per alcuni pare diventare una corsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">Sulle montagne si trova la libertà!<br />
Il mondo è perfetto ovunque,<br />
salvo quando l&#8217;uomo arriva con i propri tormenti.<br />
F. Von Schiller </span></p>
<p>Viviamo nella convinzione di essere in cammino, un percorso attraverso lo spazio e il tempo che dovrebbe arricchirci, farci evolvere, in un’ottica di continuo miglioramento e arricchimento. Per alcuni pare diventare una corsa contro il tempo, o, al limite, contro se stessi. Nella pretesa di assumere le sembianze di un modello professionale ideale, di ideare servizi e prodotti all’avanguardia, sempre un passo più in là rispetto alla concorrenza.</p>
<p>Oppure, prima ancora che una dedizione aziendale o sociale, che vede un essere devoti al mondo lavorativo o umano di cui si è parte, per alcuni diviene un egoistico e ristretto percorso volto al rimpinguare il proprio curriculum e la propria mente con informazioni, nozioni, conoscenze, credendo che l’accumulo comporti automaticamente non solo anche la qualità, ma anche il discernimento e l’elaborazione di quanto vissuto e assunto.</p>
<p>Prima o poi, però, complici anche il ritmo sempre più serrato a cui si è chiamati nell’aggiornarsi, formarsi, in virtù della senescenza pressoché immediata di ogni acquisizione, e i limiti fisici, emotivi, energetici, mentali che ciascuno, prima o poi inevitabilmente raggiunge, questa rincorsa disperata e votata all’inevitabile fallimento, si arena. E anche laddove questo non dovesse accadere, l’insoddisfazione e la frustrazione di fondo che serpeggiano e aleggiano, e che giorno dopo giorno s’accrescono, prima o poi raggiungono una soglia tale da non poter più essere ignorate.</p>
<p>Che cosa rende, in realtà, costantemente evanescente, irraggiungibile, non veramente soddisfacente l’esito finale del proprio lavoro e della propria formazione?</p>
<p>Chi più, chi meno, siamo abituati a considerare la nostra vita privata e professionale come un percorso, un tragitto da un luogo e un tempo verso un altro. Non solo questo implica uno spostamento, ma anche delle modifiche interne ed esterne. Anche quando la meta viene raggiunta, non si riesce a definirla mai come ultima. Inevitabilmente ne sorge un’altra. E anche laddove si dovesse rinunciare al movimento, il permanere, o l’illusione che questo accada, non è parimenti soddisfacente.</p>
<p>Spesso la vita personale e professionale è talmente orientata alla meta, che il percorso per raggiungerla passa in secondo piano. Tutta l’esistenza è sacrificata ad un futuro non meglio precisato che, appena diviene presente, perde d’interesse in virtù di un rinnovato obiettivo futuro. E, così facendo, non si vive mai.</p>
<p>Oppure, all’estremo opposto, talvolta si vive e si lavora per ri-creare qualcosa del passato. Si commisura ogni conseguimento alla luce di quel che è stato, mentre quel che è resta in ombra. E lo si perde.</p>
<p>Se, al contrario, si cominciasse a concepire l’esistenza privata e lavorativa non come un processo, un andare verso, ma come uno stare, un essere già pienamente e perfettamente qui ed ora, la visione delle cose cambierebbe ampiamente. Si vivrebbe e si lavorerebbe in una dimensione di pienezza e di soddisfazione, istante per istante. Anche se di fondo vige una direzione, una bussola, un criterio di orientamento, non si rischierebbe d’investire e sacrificare il presente – unica possibilità di vita di cui si dispone – alla luce di qualcosa non meglio precisato nello spazio e nel tempo.</p>
<p>Al limite, non esiste un percorso, ma un passo, in cui si è completamente immersi, a cui ne può seguire un altro, e via così. L’insieme di questi, solo a posteriori è in grado di segnare un passaggio. Ma questo ha senso solo se ci si volta, se si osserva dietro le proprie spalle. Purché non diventi un’abitudine, altrimenti si rischia di deviare la propria rotta e di perdere le occasioni e le opportunità, adesso.</p>
<p>In quest’ottica, che senso ha parlare di ‘lavoro perfetto’, di prodotto o servizio perfetto? Un operato è già perfetto nel momento stesso in cui lo si esegue, quando si cerca di dare il meglio di se stessi, con gli strumenti di cui si dispone in quel preciso istante. Soprattutto quando perfetto si intende nella sua definizione etimologica, cioè che è perfettamente compiuto, che la sua natura è pienamente realizzata. Ogni istante presente rappresenta l’opportunità per manifestare e realizzare creativamente, concretamente e produttivamente la propria natura.</p>
<p>Allo stesso modo, ben poco senso può avere definire un curriculum o un professionista perfetto, se non lo si considera, più correttamente, come una risorsa, un’opportunità che l’esistenza invia, e se si è in grado di compiere una scelta di cuore e di pancia, anziché di analisi razionale delle competenze, se ne saprà fare di sicuro tesoro e buon uso.</p>
<p>nota del Redattore: Anna Fata è anche scrittrice di libri. Sull&#8217;argomento potete trovare: La vita professionale e la pratica meditativa, Edizioni il Punto D&#8217;incontro, Vicenza, 2009</p>
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		<title>Unione Industriali Roma e Mercedes Benz: L&#8217;evoluzione delle risorse umane nella cultura aziendale</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 09:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pelosi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ultimo decennio le imprese si sono trovate ad operare in una realtà caratterizzata da profondi cambiamenti. Fare impresa oggi vuol dire sapere scegliere tra cambiamento e tradizione. Una scelta difficile, ma che dal compierla e, soprattutto dal compierla nel momento giusto, spesso dipende il futuro dell’azienda e delle persone che vi lavorano. Oggi l’azienda che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo">
<p><span class="post_testo">Nell’ultimo decennio le imprese si sono trovate ad operare in una realtà caratterizzata da profondi cambiamenti. Fare impresa oggi vuol dire sapere scegliere tra cambiamento e tradizione. Una scelta difficile, ma che dal compierla e, soprattutto dal compierla nel momento giusto, spesso dipende il futuro dell’azienda e delle persone che vi lavorano.<br />
Oggi l’azienda che vuole andare avanti deve operare su un doppio fronte: da una parte la competitività e l’innovazione; dall’altra l’ottimizzazione interna, l’innovazione organizzativa delle risorse.<br />
In questo difficile 2010, caratterizzato da una tangibile recessione economica mondiale, le risorse umane occupano un ruolo centrale nella gestione delle aziende moderne e per le imprese si è affermata l’importanza delle competenze, delle conoscenze, delle capacità e dell’apprendimento continuo.<br />
Le imprese si sono rese progressivamente conto di quanto siano importanti le competenze aziendali e quelle delle persone che in esse lavorano, per raggiungere efficacemente gli obiettivi.<br />
E’ dunque necessario porre una grande cura nella gestione del personale attraverso una valutazione dei lavoratori, secondo quelle che sono le loro effettive capacità e non solo in base alla loro posizione occupata all’interno dell’organizzazione. La cultura aziendale rappresenta uno strumento di gestione del personale finalizzato a motivare le persone e a farle sentire parte dell’azienda.<br />
Il segreto per lo sviluppo competitivo risulta sempre più insito nella risorsa umana che si distingue attraverso la capacità degli individui di acquisire, governare e applicare il patrimonio di conoscenze. In questo contesto, la performance aziendale viene valutata come l’effetto di vantaggi competitivi sempre più legati al know-how interno ed alle competenze acquisite e sviluppate nel tempo.</p>
<p>Proprio nell’ambito di questo contesto, l’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma organizza, in collaborazione con la Sezione Risorse Umane e Formazione, il primo di un ciclo di incontri &#8220;LE HR PRACTICES RACCONTATE DALLA LINEA&#8221;, dal titolo &#8220;Lo sviluppo delle persone per l&#8217;eccellenza dei risultati: storia di un processo WIN WIN&#8221;, che avrà luogo mercoledì 13 ottobre 2010 alle ore 18.00 presso la sede della Mercedes-Benz Italia di Roma.<br />
L’obiettivo di questa iniziativa è quello di creare un’occasione di scambio e di confronto aperto al pubblico presente, e di mutare l’ottica dei tradizionali workshop in materia di gestione delle risorse umane, sarà anche data voce ai manager di linea, per una testimonianza diretta sui risultati raggiunti ed i benefici ottenuti dalla strategia aziendale a livello di organizzazione e di business, prendendo in esame il caso della Mercedes-Benz Italia.<br />
Il ruolo essenziale delle risorse umane, inoltre, viene oggi unito anche al ruolo strategico della formazione quale leva per il cambiamento e come straordinario fattore di competitività capace di generare valore. Le imprese, infatti, sono alla ricerca di profili sempre più qualificati e specializzati. L’aumento consistente del numero di laureati unito all’attuale momento di congiuntura economica ha determinato nelle imprese una richiesta di figure manageriali altamente qualificate e specializzate nella gestione di particolari aree e settori aziendali.<br />
</span></p>
<p></span></p>
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		<title>Il #summergame di FiordiRisorse</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 09:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><a href="http://www.fiordirisorse.eu/persone/ilabeg/" rel="nofollow">Ilaria Beggi</a></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[L'argomento del Mese]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[Summer]]></category>

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		<description><![CDATA[La Community resta unita anche durante l&#8217;estate, non con eventi, non con Tavole Pensanti, ma con un gioco a cui chiunque può partecipare. Si tratta di un Summer Game fotografico con cui sprigionare invettiva e fantasia! Per chi non avesse visto il tag in homepage, questo il link per caricare le foto: http://www.fiordirisorse.eu/concorso/ Il regolamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="post_testo"><a href="http://www.fiordirisorse.eu/concorso/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3184" src="http://www.fiordirisorse.eu/files/2010/08/summergame.jpg" alt="summergame" width="226" height="94" /></a>La Community resta unita anche durante l&#8217;estate, non con eventi, non con Tavole Pensanti, ma con un gioco a cui chiunque può partecipare. Si tratta di un Summer Game fotografico con cui sprigionare invettiva e fantasia!</span></p>
<p><span class="post_testo">Per chi non avesse visto il tag in homepage, questo il link per caricare le foto: </span><img src="///tmp/moz-screenshot.png" alt="" /><img src="///tmp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><a href="http://www.fiordirisorse.eu/concorso/" target="_blank">http://www.fiordirisorse.eu/concorso/</a></p>
<p>Il regolamento prevede che ognuno di voi invii al sito di FdR (www.fiordirisorse.eu) una foto delle sue vacanze, dove compare il logo di FDR (potete scaricarlo dal sito, farlo disegnare ai figli&#8230;) o meglio ancora la nostra Floreskine. C’è però una regola, il posto deve essere un posto impensato, originale, fantasmagorico. I soggetti in foto: voi, i vostri amici, un personaggio famoso incontrato in vacanza, una situazione stravagante. Ma sempre con la FLoreskine in primo piano!</p>
<p>Dunque allenate bene il vostro dito, perchè quest’estate c’è spazio per nuovi creativi, per paesaggi surreali, per pose fantasmagoriche, per scenari futuristici,….chi più ne ha più ne metta!</p>
<p>Il concorso inizia il 6 di agosto e terminerà il 15 di settembre, con tanto di premiazione alla nostra Festa di fine estate.</p>
<p>Dal 6 agosto in poi, le foto inizieranno a circolare sul nostro sito grazie all&#8217;ennesimo rimaneggiamento dei &#8220;BlueFactor&#8221;&#8216;s e la competizione avrà inizio&#8230;non perdetevi le anteprime !!!</p>
<p>Chi non ha ancora una Floreskine può richiederla all&#8217;indirizzo &nbsp;<a href="mailto:direttivo@fiordirisorse.eu" title="mailto:direttivo@fiordirisorse.eu">direttivo at fiordirisorse.eu</a>.</p>
<p>La foto più gajarda sarà quella che avrà diritto al premio finale che consiste in un cellulare di ultimissimissima generazione offerto da Giuseppe Mellon Franchini WindImprenditore di Perugia!</p>
<p>Dunque non resta che augurarvi buone vacanze e che vinca il migliore …anzi il più gajardo!!!</p>
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